Senza il provvedimento rischieremmo di vanificare anni di sforzi per salvare l’orso bruno marsicano dall’estinzione

 

 “Le aree contigue rivestono una straordinaria importanza per la conservazione dell’orso bruno marsicano, ed è grave che la Regione Lazio non le abbia ancora istituite dal 1991 a oggi”.  È quanto scrive la Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. L’associazione del panda chiede infatti che vengano al più presto istituite quelle aree che, come sottolinea lo stesso Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), sono fondamentali sia per la mitigazione dell’impatto dell’attività venatoria, sia per realizzare quei territori di connessione tra le aree protette, fondamentali per consentire l’espansione della popolazione di orso bruno marsicano.

Nonostante un recente pronunciamento del TAR del Lazio, che fa riferimento ad un accordo siglato da Regione e Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, “ad oggi la Regione Lazio non solo non ha provveduto ad individuare i confini dell’area contigua, ma nella discussione in atto emerge il concreto rischio che l’area stessa sia definita entro confini eccessivamente ristretti, addirittura inferiori rispetto a quelli della Zona di Protezione Esterna del Parco e quindi tali da escludere aree fondamentali al fine di consentire la naturale espansione della popolazione di orso marsicano” scrive il WWF.

La Presidente Bianchi sottolinea come il versante laziale del PNALM costituisca un naturale corridoio ecologico verso aree altamente idonee a consentire la vita del plantigrado, come il comprensorio Ernici-Simbruini: “In questi territori è fondamentale ridurre il rischio di mortalità dovuto a cause antropiche e limitare l’effetto delle trappole ecologiche. Di vitale importanza è quindi predisporre una migliore regolamentazione della caccia”.

Il WWF conclude esortando la Regione Lazio a completare in tempi brevi l’iter per l’istituzione delle aree contigue (un obbligo di legge) sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, come già avvenuto sui versanti abruzzese e molisano, per non rischiare di vanificare “i poderosi sforzi di conservazione che hanno permesso fino ad oggi di salvare l’orso bruno marsicano dall’estinzione, ridotto a circa 50 individui e considerato il mammifero italiano maggiormente minacciato di estinzione”.

La salvezza dell’orso bruno marsicano dipende da tutti noi: il WWF Italia ha recentemente lanciato la campagna “Orso 2×50” che mira al raddoppio della popolazione di questa specie entro il 2050.