“Non potete chiedere agli agricoltori maggiori sforzi per l’ambiente e il clima con un taglio del budget”, è questa in sintesi la reiterata posizione del Ministro dell’Agricoltura, Gian Mario Centinaio, espressa anche ieri al Consiglio Europeo Agricoltura che si è svolto ieri a Bruxelles.

Nella prima seduta del semestre Finlandese dell’Unione si è infatti tornato a discutere degli strumenti che la futura Politica Agricola Comune europea dovrà mettere in campo per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità climatica e per la conservazione della biodiversità, ribaditi anche dal recente voto dei Capi di Stato dei Paesi membri.

“Ancora una volta, purtroppo, l’Italia si è dimostrata tra gli Stati meno progressisti in campo ambientale, chiedendo un indebolimento della condizionalità, l’esenzione dagli impegni ambientali per le piccole aziende agricole  e la volontarietà degli eco-schemi nel primo pilastro per gli Stati membri”, affermano le associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, che riunisce WWF, Lipu, Legambiente, FAI, ProNatura, Federbio, AIAB e ISDE ed è sostenuta da oltre altre 40 sigle della società civile italiana.

“Non capiamo davvero le affermazioni del Ministro” continuano le Associazioni della Coalizione “le nuove regole per la PAC post 2020 proposte dalla Commissione UE non introducono in realtà nuovi oneri e impegni ambientali ma sostituiscono quelli attuali introdotti con il Greening, più volte criticato dagli stessi agricoltori e che si è rivelato inefficace nel perseguire obiettivi concreti a tutela del clima e della biodiversità”. La Coalizione #CambiamoAgricoltura denunciano il rischio che i nuovi Regolamenti della PAC siano indeboliti dai Ministri dell’Agricoltura riuniti nel Consiglio UE Agri-Fish, con le modifiche proposte per la condizionalità e gli eco-schemi con ridotti impegni ambientali, creando così i presupposti per l’ennesimo fallimento, come già accaduto per il Greening nell’attuale programmazione della PAC 2014 – 2020. 

Nel corso della seduta anche l’uscente Commissario UE all’agricoltura, Hogan si è detto deluso per le posizioni emerse dal Consiglio UE Agri-Fish, ribadendo che senza un maggiore impegno della PAC per l’ambiente e il clima non sarà possibile destinare ad essa una quota significativa del budget, poiché esso è destinato al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione.

“I sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi, dalla grande siccità alle piogge torrenziali, non sono altro che la conseguenza sul clima dei nostri comportamenti sbagliati concludono le Associazioni di #CambiamoAgricoltura “speriamo per questo che il nostro Governo e tutte le Associazioni agricole si rendano conto che gli impegni ambientali della PAC a tutela del clima e della biodiversità sono prima di tutto una assicurazione a tutela del reddito degli agricoltori stessi e una garanzia per la sicurezza alimentare di tutti i cittadini”.