L’informazione fornita nel titolo (“Sono soprattutto lombardi e campani) si riferisce ai numeri assoluti dei giovani imprenditori, senza tener conto degli abitanti delle Regioni italiane, pertanto è completamente inutile, oltre che fuorviante, perché saranno sempre le Regioni più popolate (come Lombardia e Campania) ad avere più lavoratori, più imprenditori, più incidenti sul lavoro, più pacchetti di patatine venduti, più di qualunque entità in relazione col numero di abitanti, e non potranno praticamente mai essere superate da Regioni meno popolate come Liguria e Calabria,  o veramente molto meno popolate come Valle d’Aosta e Molise.

Ritengo che lo scadente livello dell’informazione giornalistica in Italia contribuisca in misura rilevante ai numerosi problemi del Belpaese. Ritengo in particolare che la bassa qualità dell’informazione giornalistica contribuisca ad eleggere politici di altrettanto bassa qualità e più inclini ad occupare il loro tempo in esercizi retorici fatti di aria fritta condita di faziosità inconcludenti piuttosto che lavorare ad una seria analisi dei fatti e piuttosto che impegnarsi in un’attività politica e amministrativa competente, onesta ed efficiente al servizio e a beneficio dei cittadini. Nella certamente ingenua speranza di sollecitare un qualsivoglia miglioramento della Stampa italiana, continuo a sottolineare alcuni esempi di pessimo giornalismo.

Nell’articolo citato l’autore appare ignorare che le Regioni italiane sono molto diversamente popolate. Questa è un informazione essenziale per non sproloquiare e che tuttavia molti italiani apparentemente ignorano, a cominciare da molti giornalisti che pretendono di commentare dati statistici. Usando questa informazione e facendo delle banali divisioni che dovrebbero essere state apprese alle scuole elementari, è possibile ottenere e comunicare delle informazioni utili al posto delle usuali scontate e fuorvianti banalità.

In questo caso specifico l’autore dell’articolo avrebbe dovuto fare un piccolo sforzo e nell’ordine:

  • procurarsi i dati sul numero di abitanti delle Regioni italiane
  • dividere i numeri degli imprenditori con meno di 30 anni per il numero degli abitanti della loro Regione
  • ordinare i dati ottenuti e quindi informare il lettore sulle Regioni con il maggior numero di giovani imprenditori ogni per esempio milione di abitanti

L’autore non ha fatto nulla di tutto questo e si è limitato ad elencare per ogni Regione italiana i numeri dei giovani imprenditori, senza indicare il numero degli abitanti,  Come conseguenza ha riassunto l’articolo con un titolo contenente informazioni inutili e fuorvianti, perché ad esempio la Lombardia pur avendo in termini assoluti il maggior numero di giovani imprenditori, in rapporto agli abitanti è una delle Regioni col minor numero di ditte individuali con titolare giovane.

Facendo le banali elaborazioni sopra elencate si ottengono i risultati che seguono.

Imprese individuali con titolare di eta’ minore o uguale a 30 anni per 1 milione di abitanti
imprenditori
Calabria 5521
Sicilia 4554
Molise 4420
Campania 4411
Puglia 4077
Basilicata 4058
Piemonte 4039
Abruzzo 3928
Toscana 3846
Sardegna 3705
Marche 3555
Valle d’Aosta 3493
Umbria 3474
Emilia-Romagna 3153
Liguria 3056
Lombardia 3021
Trentino-Alto Adige 2958
Veneto 2949
Lazio 2867
Friuli-Venezia Giulia 2382
Imprese individuali con titolare di eta’ minore o uguale a 30 anni per 1 milione di abitanti e create nei primi 6 mesi del 2009
imprenditori
Calabria 747
Piemonte 720
Abruzzo 690
Toscana 644
Campania 603
Puglia 554
Umbria 520
Basilicata 514
Liguria 504
Emilia-Romagna 498
Lombardia 495
Molise 480
Sardegna 480
Sicilia 464
Veneto 464
Valle d’Aosta 460
Marche 453
Trentino-Alto Adige 450
Lazio 446
Friuli-Venezia Giulia 385

Una volta elaborati e presentati i dati con un minimo di decenza appare abbastanza evidente che le Regioni col maggior numero di ditte individuali con titolare giovane sono prevalentemete le Regioni meridionali, dove la disoccupazione giovanile è particolarmente elevata e dove è carente l’offerta di posti di lavoro dipendente. I dati sulla creazione di nuove ditte individuali nel 2009 indicano un certo rimescolamento tra regioni del Nord e del Sud che potrebbe forse indicare un deterioramento delle prospettive di impiego dei giovani in Piemonte e Toscana.