Il nostro ultimo report sul Mediterraneo mostra che in un anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque di questo mare. È come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in acqua ogni minuto. La notizia è grave e sconvolgente, ma ognuno di noi può fare qualcosa per invertire la rotta e iniziare ad agire contro l’inquinamento da plastica in mare, partendo da alcuni piccolo e semplici gesti.

Ecco 5 semplici consigli da seguire per rendere la nostra spesa più sostenibile.

 

1) Evitiamo i contenitori monouso

Acquistare frutta e verdura sfusa è un primo regalo che possiamo fare all’ambiente. I contenitori per alimenti, infatti, sono tra i 10 oggetti che più comunemente si trovano sulle nostre spiagge e a volte troviamo impacchettato anche ciò che la natura ha prodotto già “protetto”, come le banane, il melone o il cocomero. Acquistando frutta e verdura sfusa, poi, si risparmia anche sul prezzo (spesso l’imballaggio è caricato sul costo finale).
 

2) Di posate, piatti e bicchieri scegliamo quelli “veri”

Il petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica, che si usa per pochi minuti ad un party, impiega 50 milioni di anni a formarsi. E per degradarsi in natura, piatti e stoviglie monouso di plastica impiegano dai 100 a 1000 anni, mentre alla cannuccia ne servono ben 200.
Riflettiamo sul fatto che usiamo oggetti per pochi minuti realizzati con risorse non rinnovabili. Le posate monouso di plastica, poi, non si riciclano e quindi non si possono gettare nella raccolta differenziata.
 

3) Cerchiamo prodotti “alla spina”

Sempre più spesso le bustine di tè e tisane sono realizzate in plastica non biodegradabile e non possono essere conferite nella raccolta dell’umido. La scelta migliore, in termini di impatto ambientale, ma anche rapporto qualità-prezzo, resta il tè sfuso o in alternativa bustine realizzate in carta, che sono facilmente riconoscibili perché saldate con un’etichetta cartacea o con un punto metallico. Lo stesso vale per il caffè: preferiamolo “sfuso”.
Fra i prodotti che vengono venduti “alla spina”, poi, non dimentichiamo i detersivi
 

4) Leggiamo bene le etichette su creme e cosmetici

Le microplastiche si nascondono anche nei cosmetici, per questo consigliamo di controllare bene e di evitare quelli che contengono “polyethylene” tra gli ingredienti prima di acquistarli. Solo in Europa, si producono oltre 4mila tonnellate di microsfere di plastica l’anno, utilizzate nei cosmetici da risciacquo, come esfolianti e detergenti. Essendo realizzate in plastica non sono biodegradabili. Recentemente, in Italia è stata approvata una normativa che ne vieterà l’uso a partire da gennaio 2020.
 

5) Portiamo la “shopper” da casa o scegliamo quella creata da Auchan che supporta i progetti WWF 

Portare la propria shopper con sé, rende la nostra spesa più sostenibile e non ci fa rinunciare a creatività e buon gusto. Per chi non ne ha ancora una che abbia tutte queste caratteristiche, c’ha pensato Auchan.
Felipe Cardeña, artista spagnolo noto a livello internazionale come una delle firme più conosciute della urban culture e della street art globale, ha realizzato “Felipanda”, un’opera omaggiata dall’artista al WWF Italia per personalizzare le nuove shopper special edition di Auchan e contribuire alla tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Queste borse riutilizzabili sono ancora più green, perché composte da materiale plastico riciclato R-PET e a loro volta riciclabili. Le shopper si possono trovare in tutti gli Auchan e Simply.
Auchan Retail Italia conferma la propria attenzione al tema della sostenibilità ambientale, supportando sin dal 2009 l’attività di WWF. In dieci anni sono stati infatti donati all’Associazione oltre 200 mila euro, grazie anche al ricavato della vendita delle borse riutilizzabili e di quelle in special edition che si rinnovano annualmente in collaborazione con artisti di rilievo. In questo modo è stato così possibile adottare 13 Oasi WWF in tutta Italia.