Niente preapertura alla tortora, gazza, ghiandaia e cornacchia il 1 e 2 settembre e niente caccia a tutte le altre specie, prevista per il 15 settembre. Le doppiette dovranno insomma essere lasciate a casa in quanto il TAR ha disposto che l’esercizio venatorio sia completamente fermo in Abruzzo. Il WWF e la LNDC Animal Protection avevano nei giorni scorsi depositato ricorso (curato dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone) ai giudici amministrativi dopo aver preso visione di un calendario venatorio anche quest’anno dannoso e pregiudizievole per la fauna selvatica.
Dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo: “Avevamo chiesto alla Giunta Marsilio-Imprudente di cancellare le assurde disposizioni previste in questo calendario come la caccia già dal 1° settembre alla tortora, una specie gravemente minacciata o l’anticipo e l’estensione del periodo di caccia a quasi tutte le specie oppure ancora la cancellazione di molti limiti relativi ai carnieri e la scarsa incidenza nelle misure per la conservazione dell’Orso bruno marsicano. La Regione non ha tenuto in considerazione nessuna delle nostre osservazioni e siamo stati costretti a ricorrere ancora una volta ai giudici amministrativi”.
Tra l’altro nel calendario sono state riproposte scelte già bocciate negli anni scorsi dal TAR in maniera del tutto illogica. C’è da chiedersi perché la Regione non scelga nuovi consulenti visto che quelli di cui si serve la espongono da anni a pessime figure continuando a proporre un calendario improponibile finendo così col danneggiare gli stessi cacciatori. Dieci anni di sconfitte giudiziarie della Regione Abruzzo a seguito dei ricorsi al TAR non hanno evidentemente convinto la nuova Giunta Regionale Marsilio-Imprudente ad avviare un cambio di rotta a favore della tutela della fauna del nostro territorio. Si continua ostinatamente a servire gli interessi della parte più retriva del mondo venatorio piuttosto che quelli della fauna e dell’ambiente, che sono un bene collettivo.

Le Associazioni ribadiscono ancora una volta la necessità di una seria riformadel Settore Caccia della Regione Abruzzo che evidentemente non è in grado di effettuare una programmazione venatoria senza incorrere nelle illegalità ogni anno rimarcate dai ricorsi vinti dalle Associazioni ambientaliste. È indispensabile intanto che le Forze di Polizia vigilino con una attenzione ancora maggiore di quella abitualmente impiegata sulla sospensione della caccia in tutto il territorio abruzzese in modo da evitare che qualche cacciatore possa sparare illegalmente nel mese di settembre.